Rumore bianco

copj13.jpgdi Don DeLillo, Pironti 1987, Einaudi 1999

ne parliamo giovedì 15 aprile a Tesero con Alessandro Tamburini.

Incontro conclusivo del ciclo di quattro romanzi di autori americani contemporanei che abbiamo letto negli ultimi mesi.

Il “rumore bianco” del titolo è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse è una semplice emissione della “partitura panasonica” in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice.

Jack Gladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del Terzo Reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire.

Il romanzo è appunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio …

images.jpgDON DELILLO

Don DeLillo è nato da genitori italiani emigrati negli Stati Uniti subito dopo la prima guerra mondiale.

Nato e cresciuto nel Bronx, allora abitato in gran parte da italoamericani, frequenta scuole cattoliche fino agli studi universitari. Finiti gli studi, inizia a lavorare come pubblicitario e ad interessarsi di arte e musica. Nal 1971 pubblica il primo romanzo, Americana, successivamente End zone e Great Jones Street.

Nel 1985 pubblica White noise, che vince il National Book Award.

Successivi successi sono Underworld (1997), Cosmopolis (2003), L’uomo che cade (Falling man, 2007).

Osservatore acuto della società americana nel passaggio di millennio e del suo immaginario collettivo, descrive la realtà che lo circonda con una scrittura in cui racconta la società attraverso i media, la religiosità, i riti profani e le liturgie della politica comprese di intrighi tesi alla conquista del potere.

INCIPIT DEL LIBRO:

Le station wagon arrivarono a mezzogiorno, lunga fila lucente che attraversò il settore occidentale del campus. In fila indiana girarono con cautela attorno alla scultura metallica in forma di I, color arancio, dirigendosi verso i dormitori. I tetti delle auto erano carichi di valige assicurate  con cura, piene di abiti leggeri e pesanti; scatole di coperte, scarponi e scarpe, cancelleria e libri, lenzuola, cuscini, trapunte; tappeti arrotolati e sacchi a pelo; biciclette, sci, zaini, selle inglesi e western, gommoni già gonfiati. A mano a mano che rallentavano fino a mettersi a passo d’uomo e infine fermarsi, saltavano fuori velocissimi gli studenti, che si precipitavano agli sportelli posteriori per cominciare a scaricare gli oggetti sistemati nell’interno …

Rumore biancoultima modifica: 2010-03-31T12:39:00+02:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento