31/03/2010
novità dai nostri autori
Nei primi mesi del 2010 sono usciti i nuovi libri di alcuni degli autori letti e piaciuti al gruppo:
MURAKAMI HARUKI, Nel segno della pecora, Einaudi
Nuova edizione in nuova traduzione. Considerato l'esordio letterario di Murakami, introduce molti dei temi cari all'autore: la solitudine dell'uomo, l'arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l'atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l'irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana.
In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l'interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese ...
L'arte di correre, Einaudi 2009
Quando Murakami chiuse il jazz bar che aveva gestito, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri ...
PHILIP ROTH, L'umiliazione, Einaudi 2010
Tutto è finito per Simon Axler, il protagonista del nuovo conturbante libro di Philip Roth. Simon, uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ha superato i sessant'anni e ha perso la sua magia, il suo talento e la sua sicurezza. Quando sale sul palcoscenico si sente un pazzo e si vede un idiota. La sua fiducia nelle proprie capacità è evaporata; s'immagina che la gente rida di lui; non riesce più a fingere di essere qualcun altro ...
Indignazione, Einaudi 2009
È il 1951 in America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un campus rurale e conservatore dell'Ohio: il Winesburg College. Perché ha deciso di frequentare il Winesburg invece del college della sua città, a cui si era inizialmente iscritto? ...
PAUL AUSTER, Invisibile, Einaudi
Nel 1967, Adam Walker ha vent'anni e studia a New York; la sua unica aspirazione è diventare poeta. Durante una festa, conosce l'enigmatico e inquietante professore parigino Rudolf Born e la sua seducente fidanzata, Margot. Tra loro si instaura immediatamente un legame fatto di sottintesi, di cose dette e non dette ...
ARNALDUR INDRIDASON, Un grande gelo, Guanda
In una Reykjavík avvolta nella coltre di un inverno che sembra il più freddo di sempre, l'agente Erlendur Sveinsson affronta un caso che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi di quel passato che lo tormenta da una vita. La morte di Elias, dieci anni, madre thailandese e padre islandese, trovato accoltellato in mezzo alla neve in un giardino, lo tocca nel profondo. Non è solo l'ennesimo omicidio su cui investigare, è una vicenda che alimenta in lui l'angoscia per quel fratello perso da piccolo nella brughiera nel pieno di una bufera...
AMOS OZ, Scene dalla vita di un villaggio, Feltrinelli
Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele, Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri ...
22:21
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Rumore bianco
di Don DeLillo, Pironti 1987, Einaudi 1999
ne parliamo giovedì 15 aprile a Tesero con Alessandro Tamburini.
Incontro conclusivo del ciclo di quattro romanzi di autori americani contemporanei che abbiamo letto negli ultimi mesi.
Il "rumore bianco" del titolo è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse è una semplice emissione della "partitura panasonica" in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice.
Jack Gladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del Terzo Reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire.
Il romanzo è appunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio ...
Don DeLillo è nato da genitori italiani emigrati negli Stati Uniti subito dopo la prima guerra mondiale.
Nato e cresciuto nel Bronx, allora abitato in gran parte da italoamericani, frequenta scuole cattoliche fino agli studi universitari. Finiti gli studi, inizia a lavorare come pubblicitario e ad interessarsi di arte e musica. Nal 1971 pubblica il primo romanzo, Americana, successivamente End zone e Great Jones Street.
Nel 1985 pubblica White noise, che vince il National Book Award.
Successivi successi sono Underworld (1997), Cosmopolis (2003), L'uomo che cade (Falling man, 2007).
Osservatore acuto della società americana nel passaggio di millennio e del suo immaginario collettivo, descrive la realtà che lo circonda con una scrittura in cui racconta la società attraverso i media, la religiosità, i riti profani e le liturgie della politica comprese di intrighi tesi alla conquista del potere.
INCIPIT DEL LIBRO:
Le station wagon arrivarono a mezzogiorno, lunga fila lucente che attraversò il settore occidentale del campus. In fila indiana girarono con cautela attorno alla scultura metallica in forma di I, color arancio, dirigendosi verso i dormitori. I tetti delle auto erano carichi di valige assicurate con cura, piene di abiti leggeri e pesanti; scatole di coperte, scarponi e scarpe, cancelleria e libri, lenzuola, cuscini, trapunte; tappeti arrotolati e sacchi a pelo; biciclette, sci, zaini, selle inglesi e western, gommoni già gonfiati. A mano a mano che rallentavano fino a mettersi a passo d'uomo e infine fermarsi, saltavano fuori velocissimi gli studenti, che si precipitavano agli sportelli posteriori per cominciare a scaricare gli oggetti sistemati nell'interno ...
12:39
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13/01/2010
Pastorale americana
di Philip Roth, Einaudi 1998
ne parliamo martedì 23 febbraio a Cavalese.
Seymour Levov è alto, biondo e atletico. Malgrado sia di origine ebraica al liceo lo chiamano "lo Svedese". Negli anni '50 sposa miss New Jersey, avviandosi ad una vita di lavoro nella fabbrica del padre. Nella sua splendida villa cresce Merry, la figlia cagionevole e balbuziente. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni del paese raggiungono la soglia del suo rifugio, devastandola. La guerra del Vietnam è al culmine. Merry sta terminando la scuola e ha l'obiettivo di "portare la guerra in casa". Letteralmente.
Nei suoi libri Philip Roth ha spesso descritto il bisogno negativo che l'uomo ha di distruggere, sfidare, contrastare, lacerare.
In questo libro concentra la sua forza narrativa sull'energia contraria, sullo spasmodico desiderio di una vita normale: "Pastorale americana" è un libro sull'amore e sull'odio per l'America, sul desiderio di appartenere a un sogno di pace, prosperità e ordine, e sul rifiuto dell'ipocrisia e della falsità celate in quello stesso sogno.
PHILIP ROTH
Philip Roth, nato a Newrak nel 1933 è uno scrittore di origine ebraica. È conosciuto soprattutto per il suo romanzo Lamento di Portnoy (1969) e per la sua trilogia dei tardi anni Novanta che comprende Pastorale americana (1997), vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa, Ho sposato un comunista (1998) e La macchia umana (2000).
Everyman è stato pubblicato nel 2006, profonda riflessione sulla vita, sulla vecchiaia, sulla malattia e sulla morte.
Nel 2007 è stato pubblicato Exit Ghost, romanzo dai tratti autobiografici che narra dell'uscita di scena del suo alter ego Nathan Zuckerman, scrittore di successo che esce dal suo esilio rurale per tornare in una New York reduce dall'attacco alle Twin Towers. L'incontro con una giovane donna gli fa rinascere il desiderio che però non può soddisfare, mentre gli incontri con vecchie amicizie devastate dalla malattia e dalla vecchiaia lo riportano brutalmente alla propria condizione in uscita.
Ultimo libro pubblicato in Italia è Indignazione (2009)
16:37
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MCCARTHY E LA STRADA
Lunga intervista di John Jurgensen per il Wall Street Journal al "nostro" Cormac McCarthy (con la partecipazione anche del regista di The Road John Hillcoat) domenica 10 gennaio su Repubblica.
L'intervista completa è disponibile sul blog Lipperatura di Loredana Lipperini, ma non sul sito di Repubblica.
16:15
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19/12/2009
Oltre il confine
di Cormac McCarthy, Einaudi 1995
ne parliamo martedì 12 gennaio a Tesero.
"Quando si spostarono a sud della Grant County, Boyd era un bambino e la nuova contea chiamata Hidalgo aveva solo qualche anno più di lui. Nella terra che avevano lasciato erano sepolte le ossa di una sorella e della nonna materna. La nuova contea era fertile e selvaggia. Si poteva cavalcare fino al Messico senza mai incontrare una staccionata. Portava Boyd da vanti a sé sull'arcione e gli diceva i nomi di tutto ciò che vedevano, terra e alberi e uccelli e animali, in spagnolo e in inglese. Nella casa nuova dormivano in una stanza accanto alla cucina e la notte a volte stava meglio e al buio ascoltava il respiro del fratello addormentato e gli sussurrava i progetti che aveva per entrambi e la vita che avrebbero fatto."
Secondo libro della "Trilogia della frontiera", ora pubblicata anche in un uncio volume, Einaudi 2008
Quando il destino gli offre l'occasione di passare la frontiera, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico insieme al fratello Boyd.
Billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo, che è poi anche quello di una nonna molto amata. Comincia un lungo viaggio avventuroso che porterà Billy e il fratello Boyd a perdersi e a ritrovarsi in un paesaggio metafisico e spietato.
A consolidare la fama di McCarthy, da una decina d'anni riconosciuto come il vero erede di quella intensità visionaria che risale a Melville e a Faulkner, è stata questa suggestiva storia di un viaggio iniziatico.
11:08
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21/11/2009
Full of life
di John Fante, Fazi 1998; Einaudi 2009
ne parliamo martedì 15 dicembre 2009
"Era una casa grande perché eravamo gente con progetti grandiosi. Il primo era già lì, una sporgenza all'altezza del suo punto vita, una cosa dai movimenti sinuosi, striscianti e contorti come un groviglio di serpi. Nelle tranquille ore prima di mezzanotte appoggiavo il mio orecchio su quella zona e sentivo un gocciolio come da una sorgente, dei gorgoglii, dei risucchi e degli sciabordii.
Dicevo: - Si comporta proprio come il maschio della specie."
John e sua moglie Joyce sono alla prese con l'arrivo del loro primo figlio, e con l'improvviso attacco di una schiera di voraci termiti contro la loro casa di Los Angeles. In soccorso arriva il padre Nick, il "più grande muratore della California" ...
Tra litigate e riappacificazioni, lacrime e sorrisi, crisi mistiche e formidabili bevute di vino, una serie interminabile di piccole disavventure con un eroe - il pedre di fante - ritratto con una tenerezza ironica che non ha uguali.
Full of life, unico grande successo di fante in vita e indimenticabile racconto di come un uomo e una donna possano amarsi e odiarsi, essere una contro l'altro e poi ancora amarsi e sentirsi insieme, rivela uno scrittore al massimo delle proprie possibilità espressive, il cantore disarmato di una bizzarra epopea domestica.
10:38
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18/11/2009
Incontro con Tamburini
Leggiamo insieme quattro autori americani contemporanei - Primo incontro 17 novembre
Alessandro Tamburini traccia una breve introduzione alla narrativa americana del Novecento, narrativa di un paese giovane, non obbligato, come i paesi europei, a confrontarsi continuamente con una grande tradizione culturale e letteraria.
A partire da tre grandi autori, Faulkner, Hemingway e Fitzgerald, la narrativa è estremamente ricca. Alcuni temi ricorrenti: il mito della frontiera, il viaggio come meta in sè (Kerouac), il mito del self made man.
Fra i quattro autori proposti, Tamburini si sofferma maggiormente su Cormac Mc Carthy, che il gruppo conosce bene.
Scrittore estremamente appartato, con la border trilogy raggiunge l'apice della sua scrittura; composta da Cavalli selvaggi (già letto dal gruppo), Oltre il confine, e Città della pianura dove i due protagonisti dei romanzi precedenti si incontrano.
Alcuni temi: il viaggio come elemento costitutivo della vita; la forza della scrittura asciutta; l'oggettività, "mostrare" e non "dire", ovvero i personaggi ci parlano attraverso i loro gesti e i loro silenzi, senza nessuna concessione alla psicologia; la violenza biblica del mondo; la natura spietata; gli incontri.
Film consigliati: Into the wild, Easy rider.
John Fante: l'energia, la vitalità, la voglia di vivere, l'emigrazione italiana.
Altri libri consigliati: Chiedi alla polvere, La strada per Los Angeles.
Don DeLillo: Underworld molto famoso ma non altrettanto riuscito.
Rumore bianco: quadro molto efficace della società americana dominata dal consumismo, dal potere dei media, dall'illusione dell'appagamento dei propri desideri. Una nube tossica misteriosa copre improvvisamente la città, una minaccia primitiva, quasi metafisica (e il pensiero va ancora a Mc Carthy ...).
Philip Roth, Pastorale americana, del 1997, è considerato uno tra i romanzi mondiali più importanti degli ultimi decenni; primo libro di una trilogia sull'America (seguito da Ho sposato un comunicta e La macchia umana), narra una grande vicenda familiare con grande densità.
Altri libri consigliati: Indignazione, appena uscito, Patrimonio, Everyman; Lamento di Portnoy è invece un libro di difficile lettura, una scrittura irruente senza una trama precisa.
Altri libri da leggere:
Paul Auster, Trilogia di New York; Mr Vertigo
Sherwood Anderson, I racconti dell'Ohio
Gli spunti sono molti, i libri consigliati anche ... buona lettura a tutti!
Ci incontreremo nei prossimi tre mesi per parlare dei libri, e infine a marzo incontreremo nuovamente Tamburini per tirare le fila del percorso di lettura.
18:29
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JOHN FANTE
Stiamo leggendo:
Full of life, ed. Fazi 1998, e Einaudi 2009 per l'incontro del 15 dicembre
Nato nel 1909, figlio di Nick Fante (originario di Torricella Peligna, Abruzzo) e di Maria Capoluongo (nata a Chicago, ma anche lei di origini italiane), John Thomas Fante vive un'infanzia turbolenta. Nonostante tutto riesce a diplomarsi ed inizia molto presto a fare lavori precari. La condizione di povertà e i suoi continui dissapori con il padre lo portano ad abbandonare la provinciale Boulder, dove vive con la famiglia, per tentare la fortuna a Los Angeles, dove arriva nel 1930.
Qui si iscrive all'università con scarso rendimento, ma grazie a questa esperienza si avvicina seriamente alla scrittura. Nel frattempo vengono pubblicati i suoi primi racconti e i fratelli e la madre si trasferiscono anche loro in California, a Roseville. Scrive con una certa regolarità per le riviste American Mercury e Atlantic Monthly anche grazie al supporto di Henry Louis Mencken, di cui è da tempo corrispondente. Sempre all'inizio degli anni '30 inizia la sua collaborazione con Hollywood in veste di sceneggiatore, un lavoro che non ama ma che comunque gli porta discreti guadagni.
Il suo primo romanzo, La strada per Los Angeles, scritto nel 1936, vedrà la pubblicazione solo nel 1985. Nel 1937 scrive Aspetta primavera, Bandini, che riscuote subito un grande successo, due anni dopo replica il successo con uno dei suoi romanzi più famosi, Chiedi alla polvere.
Durante la guerra John Fante vive un periodo di crisi narrativa dovuto anche all’impegno come collaboratore per i servizi d’informazione e alla nascita dei suoi quattro figli dalla moglie Joyce. Nel 1952 pubblica Una vita piena.
Si ammala di diabete e, sfiduciato, pubblica il suo romanzo La confraternita dell'uva nel 1977. L’anno 1978 è l'anno che vede l’incontro tra Fante e Charles Bukowski, che dichiara di considerarlo "il migliore scrittore che abbia mai letto" e "il narratore più maledetto d'America" (Bukowski giunse a dichiarare "Fante era il mio Dio"). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un'appassionata prefazione.
La ripubblicazione delle sue opere fa vivere un periodo di speranza a John Fante che a causa della malattia è diventato cieco ed è stato sottoposto all’amputazione di entrambe le gambe. Il suo ultimo romanzo è Sogni di Bunker Hill, che Fante detta alla moglie, pubblicato nel 1982 e conclusione della saga del suo alter ego Arturo Bandini.
John Fante muore nel 1983. Ha lasciato numerosi inediti che poco per volta stanno facendo riscoprire un autore di notevole rilievo.
Nel 2006 esce il film "Chiedi alla polvere", ispirato dal suo omonimo romanzo. Nel cast Colin Farrell, Salma Hayek e Donald Sutherland.
Bibliografia
- La strada per Los Angeles (The Road to Los Angeles) 1936, ma pubblicato nel 1985
- Aspetta primavera, Bandini (Wait Until Spring) 1937
- Chiedi alla polvere (Ask the Dust) 1939
- Sogni di Bunker Hill (Dreams of Bunker Hill) 1982
- Dago Red 1940, Raccolta dei primi racconti
- Il Dio di mio padre (The Wine of Youth: Selected Stories) 1985
- La grande fame (The Big Hunger) 2000 - racconti
- Una vita piena (Full of Life) 1952
- La confraternita dell'uva (The Brotherhood of the Grape) 1977
- Un anno terribile (1933 Was a Bad Year) 1985
- A ovest di Roma (West of Rome) 1986
- Tesoro, qui è tutto una follia. Lettere dall'Europa (1957-60), estratto del successivo
- Lettere 1932-1981 (Selected Letters 1932-81) 1991
- Sto sulla riva dell'acqua e sogno. Lettere a Mencken 1930-1952, 2001
17:27
Scritto da: Orietta
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17/11/2009
Le meccaniche dell'infelicità di Pino Loperfido
Mercoledì 2 dicembre ore 20.30 - Biblioteca di Cavalese
Presentazione del libro Le meccaniche dell'infelicità di PINO LOPERFIDO ed. Curcu & Genovese
Tornare nei luoghi della gioventù aiuta Giacomo a fare chiarezza su alcune zone d'ombra del suo passato. I protagonisti sono ancora gli stessi: Giorgio, il fratello, candidato alla carica di Governatore, sua moglie Laura e soprattutto Elisa, forse il vero, unico amore della sua vita. La gretta realtà provinciale fatta di giochi di potere, di sordide alleanze, di allegre commistioni tra politica, imprenditoria, stampa e religione lo accoglie a braccia aperte, lo provoca, lo bracca. Lo costringe a ricordare. Verrà così a galla una verità sconvolgente, di fronte alla quale Giacomo dovrà prendere una difficile decisione.A quattro anni dal corrosivo "Teroldego", Pino Loperfido ci regala un romanzo moderno che questa volta non rinuncia a una forma letteraria classica. La sua forza, più che nel monito etico-politico, sta nella cupa riflessione sulla natura umana, su quel lato debole e nero da cui nessuno può dirsi immune, quel pizzico di Grande Fratello che condiziona chiunque.
11:52
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04/11/2009
Leggiamo insieme quattro romanzi di autori americani contemporanei - percorso di lettura a cura di Alessandro Tamburini
Primo incontro martedì 17 novembre 2009
Nuovo percorso di lettura a cura dello scrittore Alessandro Tamburini, che si collega anche agli ultimi libri letti dal nostro gruppo.
Leggeremo quattro libri importanti, scritti da autori chiave nell'ambito della vastissima e variegata produzione letteraria del Novecento americano.
Scrittore di origini italiane, John Fante nelle sue opere rappresenta la difficile lotta che un giovane figlio di immigrati compie per affrancarsi dalle proprie umili origini e per affermarsi nella società americana. Full of life presenta un curioso quadretto di vita familiare, intorno a una coppia che aspetta un bambino, con la massima espressione dei registri di vitalismo, ironia e toccante tenerezza caratteristici dell'autore.
Rappresenta la condizione di incertezza e di inquietudine in cui versa la società americana, perennemente sospesa fra una possibile normalità e una minacciata catastrofe, magari nella forma di una nube tossica che incombe improvvisamente sulla metropoli. Un io narrante di rara efficacia, seguendo le vicende dei personaggi, chiama in causa le ragioni e i temi più profondi della vita.
CORMAC McCARTHY, Oltre il confine
Il paesaggio dell'affascinante territorio che si estende fra Messico e Stati Uniti è il vero protagonista del libro, un paesaggio nel contempo concreto e astratto, impersonificazione di una natura che assiste impassibile alle alterne e spesso drammatiche vicende degli uomini. Billy, il protagonista, è un ragazzo che alla vigilia della II Guerra mondiale decide di attraversare il confine per seguire le tracce di una lupa, compiendo una scelta che diverrà un destino irreversibile.
PHILIP ROTH, Pastorale americana
Seguendo le vicende del protagonista che tutti chiamano "lo svedese", prende forma l'affresco della società americana fra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il motore della storia diventa il rapporto fra il padre e una figlia che viene di colpo risucchiata nel vortice dei conflitti politici dell'epoca.
16:32
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L'urlo e il furore
di William Faulkner
ne parliamo martedì 17 novembre 2009
"Sette aprile 1928
Dallo steccato, tra i buchi dei fiori arricciati, li vedevo giocare. Loro venivano verso la bandiera e io andavo lungo lo steccato. Luster frugava in mezzo all'erba sotto l'albero dei fiori. Loro tolsero la bandiera e colpirono la palla. Poi rimisero a posto la bandiera e raggiunsero la piazzuola, e prima tirò uno e poi l'altro. Poi ripresero a camminare e io li seguii lungo lo steccato. Luster si staccò dall'albero dei fiori e andammo avanti lungo lo steccato, e loro si fermarono e ci fermammo anche noi, e io guardavo dai buchi della siepe mentre Luster frugava in mezzo all'erba."
Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnò l'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urlo e il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.
William Cuthbert Faulkner (New Albany,Mississippi 1897 – Oxford, 1962), vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1949 è considerato uno dei più importanti romanzieri statunitensi, oltre che sceneggiatore e drammaturgo, autore di opere spesso provocatorie e complesse.
Le opere di William Faulkner sono caratterizzate da una scrittura densa di pathos e di grande spessore psicologico, da periodi lunghi e sinuosi e da una cura meticolosa nella scelta dello stile e del linguaggio. Nella pratica stilistica, fu considerato il rivale di Ernest Hemingway, che gli si oppone con il suo stile conciso e minimalista. È stato ritenuto forse l'unico vero scrittore modernista statunitense degli anni trenta: Faulkner si allaccia alla tradizione sperimentale di scrittori europei quali James Joyce, Virginia Woolf, e Marcel Proust, ed è noto per l'uso di strumenti espressivi innovativi: il flusso di coscienza, narrazioni elaborate da punti di vista multipli e salti temporali nella cronologia del racconto.
Alcune opere:
La paga del soldato, 1926
Zanzare, 1927
L'urlo e il furore, 1929
Mentre morivo, 1930
Santuario, 1931
Luce d'agosto, 1932
15:52
Scritto da: Orietta
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24/09/2009
Timbuctù
di Paul Auster, Einaudi, 1999
ne parliamo giovedì 15 ottobre 2009
L'incipit:
"Mr Bones sapeva che Willy non sarebbe rimasto a lungo in questo mondo. La tosse era dentro di lui da più di sei mesi, e non c'era ombra di possibilità che se ne liberasse. Lentamente, inesorabilmente, senza mai deviare verso un miglioramento, il male aveva assunto vita autonoma, crescndo dal leggero rantolo catarroso nei polmoni del 3 di febbraio alle parossistiche danze di espettorazione e allo sputare convulso di piena estate."
Abituati a viaggiare insieme sulle strade americane, Willy, poeta giramondo, e Mr Bones, cane dalla spiccata intelligenza, vengono separati dai freddi giochi del destino. Mr Bones dovrà imparare a cavarsela da solo e a difendersi anche da chi sembrerà volerlo aiutare. Così continuerà a fuggire, finché in lui si farà strada la convinzione di poter raggiungere Willy a Timbuctù, terra favolosa dove uomini e cani parlano la stessa lingua e conversano da pari a pari. Che cosa sia davvero Timbuctù, Mr Bones non lo sa, a parte qualche frase sibillina buttata lì da Willy nei suoi discorsi di poeta maledetto e infaticabile clochard. Eppure è proprio in quel luogo che un brutto giorno il poeta se n'è andato lasciando solo il fedele quadrupede.
Paul Auster è nato a Newak nel 1947, da famiglia di ebrei benestanti di origine polacca.
La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 con L'invenzione della solitudine (romanzo autobiografico generato dalla morte del padre e incentrato sul rapporto problematico che ha sempre vissuto con lui ), ma è solo nel 1985 che arriva la consacrazione a livello internazionale con la Trilogia di New York, composta da Città di vetro, Fantasmi e La Stanza Chiusa. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema (Smoke e Blue in the face) e diviene regista (Lulu on the Bridge).
Alcuni fra i libri più noti:
Trilogia di New York, 1987
La musica del caso, 1990
Mr Vertigo, 1994
Timbuctù, 1999
La notte dell'oracolo, 2004
Uomo nel buio, 2008
11:26
Scritto da: Orietta
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19/06/2009
il buio fuori
di Cormac McCarthy, Einaudi 1997
"Il sole del tardo pomeriggio allungò le loro ombre sul cladio e sul falasco bruciato quando spuntarono in cima al dirupo e avanzarono lentamente in fila indiana, molto in alto rispetto al fiume ma in qualche modo altrettanto inesorabili. Si fermarono un momento per ricomporre il gruppo e poi proseguirono, una fila di silhouette scure contro il sole, quindi scesero dalla cresta del colle immergendosi in una piega di ombra azzurra dove la luce sfiorava le teste donando loro un'ingannevole santità. ....
La donna lo scosse e lui si ritrovò sveglio nell'oscurità silenziosa. Zitto, disse lei. Smettila di gridare.
L'uomo si mise a sedere. Cosa? disse. Cosa?
Lo aveva scosso facendolo emergere dal buio al buio, fuori da una calca vociante sotto un sole nero, e adesso era sveglio in una notte ancora più dolorosa, seduto, e imprecava sottovoce nel letto che divideva con la donna e con il peso senza nome che lei portava nel ventre."
In una squallida capanna al limitare del bosco, la giovane Rinthy dà alla luce un bambino. Il padre è Culla, fratello di Rinthy, che subito si libera del neonato abbandonandolo in riva al fiume. Certa che il figlio sia vivo, la donna parte alla sua ricerca per le strade di quella terra desolata, in un Sud degli Stati Uniti senza tempo. Culla, a sua volta, rincorre la sorella per le stesse strade, mosso da uguale certezza di ritrovarla.
Ancora una volta in un romanzo di McCarthy, alle imprese scellerate degli uomini fa da contrappunto la leggiadra perfezione della natura, come se a crearla fosse stata una divinità diversa da quella che sovrintende alle cose degli uomini. E come se Rinthy, donna e madre, incarnasse l'unica possibilità di riscatto.
16:47
Scritto da: Orietta
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13/05/2009
incontro con Carmine Abate a Predazzo
15:41
Scritto da: Orietta
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I film tratti da McCarthy
tit. orig. All the Pretty Horses - tratto da Cavalli selvaggi
Regia di Billy Bob Thornton; con Matt Damon, Henry Thomas, Penelope Cruz.
NON E' UN PAESE PER VECCHI - 2007
tit. orig. No country for Old Men - tratto dal libro omonimo
Regia di Ethal e Joel Cohen; con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin
IN PREPARAZIONE:
LA STRADA
Regia dell'australiano Jim Hillcoat, con Viggo Mortensen e Charlize Theron
Ne parla ANTONIO MONDA su Repubblica del 30 aprile 2009. L'uscita dell film, nonostante il successo di Non è un paese per vecchi, e il cast stellare, è stata continuamente rinviata, poiché pare che il tono apocalittico del film non sia gradito da Hollywood in tempi di crisi.
15:28
Scritto da: Orietta
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CAVALLI SELVAGGI
di Cormac McCarthy, Einaudi 1996
L'incipit: "La fiamma della candela e la sua immagine riflessa nello specchio si contorsero e si raddrizzarono quando entrò nell'ingresso e di nuovo quando chiuse la porta. Si tolse il cappello, avanzò lentamente facendo scricchiolare il pavimento di legno sotto gli stivali e rimase in piedi, vestito di nero, davanti allo specchio scuro nel quale i pallidi gigli si protendevano dall'esile vaso di cristallo."
Texas, 1949.
Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là al Messico, inseguendo un passato nobile e, forse, mai esistito. Attraverso la vastità di un territorio maestoso e senza tempo, i due cowboy, cui si aggiunge il tragico e selvaggio Blevins, intraprendono un viaggio mitico che li porterà fin nel cuore aspro e desolato dei monti messicani. Qui la vita sembra palpitare allo stesso ritmo dei cavalli bradi e gli occhi di Alejandra possono "in un batter di cuore sconvolgere il mondo".
Con una narrazione che all'asciuttezza stilistica di Hemingway unisce la ritmicità incantatoria di Faulkner, McCarthy strappa al cinema il sogno western e lo restituisce, con sorprendente potere evocativo, alla letteratura.
Dal libro è tratto il film Passione ribelle (All that Pretty Horses) - 2000
Regia di Billy Bob Thornton, con Matt Damon, Henry Thomas e Penelope Cruz.
12:58
Scritto da: Orietta
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Primo incontro provinciale dei gruppi di lettura
Primo incontro provinciale dei gruppi di lettura
Arco, 21 maggio 2009
Auditorium di Palazzo dei Panni - Biblioteca civica "B.Emmert" - ore 9.30
Programma
Promuovere e sostenere Gruppi di lettura su scala territoriale: l'esperienza del Sistema bibliotecario trentinoTre anni di esperienze a fianco dei lettori / Alessandro Tamburini
La voce dei lettori - Tavola rotonda
La voce dei bibliotecari - tavola rotonda
SI INVITANO TUTTI I GRUPPI DI LETTURA A PARTECIPARE
12:52
Scritto da: Orietta
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Pablo Neruda, Lentamente muore
Anna, pensando alla nostra discussione sul senso della vita, ci manda un testo di Pablo Neruda.
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
12:39
Scritto da: Orietta
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06/04/2009
ancora su Marco Lodoli
Margherita consiglia un altro libro di Lodoli:
Isole. Guida vagabonda di Roma. Einaudi 2005
Il libro è una serie di "scatti" di luoghi, esperienze, atmosfere di questa città inaspettata (sì; il primo aggettivo per Rome è, secondo me, inaspettata). Alcuni li riconosco, altri li ho visti, ma tornerò a vederli dopo questa presentazione, altri mi riprometto di andarli a vedere, altri (come il posto dove l'Aniene confluisce nel Tevere) so che non li vedrò: troppo fuori mano per una senza macchina.
La lettura è fluida e me la sono goduta. Consiglio questo libro a coloro che conoscono i must di Roma e hanno voglia, venendoci, di uscire dagli itinerari classici, o hanno tempo a sufficienza per fare un po' di questo e un po' di quello.
16:50
Scritto da: Orietta
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01/04/2009
LA STRADA
di Cormac McCarthy, Einaudi 2007
"Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo allungava la mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo. La sua mano si alzava e si abbassava a ogni prezioso respiro. Si tolse di dosso il telo di plastica, si tirò su avvolto nei vestiti e nelle coperte puzzolenti e guardò verso est in cerca di luce ma non ce n'era." ....
Un padre e un figlio, senza nome, senza niente che non sia il legame indissolubile che li unisce. Non esiste più nient'altro: non esiste più il mondo, la storia, il tempo, la civiltà, non esistono più le città, le case, le famiglie, non esiste più neanche il cielo, perennemente oscurato, plumbeo.
Esiste solo la strada lungo cui spingono i loro scarsi averi – qualche coperta, il poco cibo in scatola rimasto – dentro il carrello arrugginito di un supermercato. Si spostano verso sud, verso il mare, dal cuore dell'America al Golfo del Messico, in cerca della speranza di un po' di calore, di luce. Ma ciò che gli si apre di fronte è un oceano vasto e freddo che ha "la desolazione di un qualche mare alieno che bagna le coste di un pianeta sconosciuto. Più a largo, sulle secche create dalla marea, una nave cisterna arenata".
Un non meglio specificato disastro planetario – probabilmente una guerra nucleare, o un meteorite scagliato dall'alto dei cieli – ha posto fine alla vita sulla terra: ogni forma di vita, animale o vegetale, è stata spazzata via, i pochi sopravvissuti non hanno più nulla di umano e attraversano quest'immensa terra desolata in cerca di cibo come morti che camminano.
La catastrofe ha rivelato lo scheletro della società, se non della natura, secondo McCarthy: una brutale lotta per la sopraffazione reciproca, in cui gli esseri umani sono nettamente divisi tra carnefici e vittime, tra cannibali e prede.
Sono passati dieci anni da quella catastrofe: padre e figlio sono riusciti a sopravvivere fino adesso, ma non resisteranno un altro inverno.
Il romanzo è il racconto del dolente e disperato pellegrinaggio verso il mare, delle difficoltà e degli incontri che accadono loro lungo la via, solo ogni tanto intervallati dai ricordi e dai sogni dell'uomo.
Tutti i loro averi sono su quel carrello; il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare dei viveri. Si succedono così una serie di episodi e incontri: la visita alla casa d'infanzia dell'uomo; l'esplorazione di un supermarket abbandonato, il figlio che beve per la prima volta una lattina di coca cola; il padre che tenta di tramandare al figlio la memoria di un'epoca dimenticata nella cenere che il piccolo non ha mai vissuto.
17:31
Scritto da: Orietta
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